Lezione 4: Il Tempo di Otturazione
Corso Base di Fotografia
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Velocità d'otturazione e tendina
L'otturatore della macchina fotografica. Velocità di apertura e chiusura della tendina
I raggi di luce colpiscono il sensore per il tempo in cui la tendina rimane aperta
Fermare il movimento di una macchina da corsa che viaggi a velocità superiori ai 300km/h esige una velocità di apertura e chiusura dell’otturazione molto rapida nell’ordine di millesimi di secondo. Nella foto sopra la velocità di otturazione è sicuramente su valori superiori al 1/1000”
La velocità d’otturazione rappresenta uno dei tre pilastri del triangolo di esposizione (RICORDI? Apertura del diaframma, Velocità di Otturazione e ISO).
Che cos’è la velocità d’otturazione?
È l’unità o la frazione di tempo in cui l’otturatore rimane aperto per dare modo alla luce di colpire il sensore digitale (o la pellicola) della macchina fotografica. Più piccolo (veloce) è questo intervallo[edd_is_user_logged_in] di tempo più rapidamente il sensore catturerà le informazioni facendoci ottenere fotografie nitide e ferme (non mosse).
Il tempo ON/OFF dell’otturatore di prassi viene misurato in secondi o frazioni di secondo ma in alcuni casi può essere impostato su valori più alti come per la durata di minuti o raramente anche di ore.
La velocità dell’otturatore è fondamentale nella fotografia di soggetti in movimento ma viene spesso utilizzata anche nella fotografia creativa e artistica visto che, gestendo sapientemente il fattore velocità, si possono ottenere fotografie spettacolari ed effetti speciali.
Controllando ad arte la velocità d’otturazione possiamo “congelare il movimento” anche quando si tratta di azioni particolarmente veloci. Per esempio, se desideriamo fotografare una macchina da corsa che viaggia a 300 Km/h non abbiamo altra scelta se non quella di impostare la velocità d’otturazione su tempi molto rapidi superiori ad 1/1000”.
Al contrario invece, utilizzando velocità d’otturazione molto lenti, è possibile ottenere effetti suggestivi come per esempio nella foto sotto che ritrae il corsi d’acqua di una cascata. È per effetto del lungo tempo di apertura della tendina che questi appaiono schiumosi e soffici.
L’effetto fantastico restituito dall’acqua di queste cascate è merito del fotografo che ha utilizzato un tempo lungo di posa ottenendo un effetto di mosso meraviglioso
Anche le luci della ruota di un luna park si trasformano in una spettacolare palla di fuoco aprendo la tendina dell’otturatore per un tempo – fotograficamente parlando – sufficientemente lungo come quelli compresi tra 1 o più secondi.
Utilizzando una velocità di otturazione molto lenta si possono ottenere effetti veramente suggestivi che lasciano a bocca aperta chi guarda la foto. Il risultato non è facilmente prevedibile ma un buon fotografo può intuire quale è il soggetto adatto.
Come funziona l’otturatore della fotocamera?
In questa immagine è mostrato un otturatore a tendina con in evidenza le varie lamelle a strati che alternandosi in fase di apertura e chiusura permettono velocità d’otturazione molto importanti.
L’otturatore della fotocamera è una sorta di tenda meccanica a più strati che serve per proteggere il sensore della macchina fotografica dall’ingresso di luce indesiderata. Quando la tendina è chiusa la luce non passa e dunque il sensore non viene sensibilizzato.
Al momento dello scatto la tenda si apre permettendo alla luce che arriva dall’obiettivo di colpire il sensore per il tempo esatto necessario ad ottenere una foto corretta. Questo tempo può essere impostato manualmente utilizzando la ghiera posta di solito a fianco al mirino, oppure automaticamente impostando la fotocamera su questa modalità.
Meccanica dell’otturatore
Dal punto di vista meccanico, la tendina di una fotocamera DSLR funziona in maniera abbastanza semplice: di regola ci sono 2 o 3 lamelle sovrapposte collegate tra loro (guarda la foto sopra) che per comodità chiamiamo A, B e C.
Quando si preme il pulsante di scatto la lamella A si apre e prima di raggiungere il suo fine-corsa fa partire la lamella B che a sua volta, in perfetto sincronismo, cederà il passo alla C concludendo così il ciclo APERTURA/CHIUSURA dell’otturatore.
Ad ogni scatto le tendine tornano nella loro posizione di partenza pronte per ripartire. Questo è l’evento che permette alla luce di passare per la quantità di tempo scelta dal fotografo. La durata del ciclo APERTURA/CHIUSURA della tendina rappresenta la “velocità di otturazione” altrimenti detta “tempo di posa”.
Impostazioni della velocità dell’otturatore
Ogni fotocamera dispone di una propria gamma di velocità di otturazione anche se spesso si tratta di valori standardizzati unici per tutte le marche e modelli.
Nella maggior parte delle macchine fotografiche questi valori, regolabili da un’apposita ghiera posta a fianco al mirino, vengono indicati con numeri interi oltre alle 2 lettere dell’alfabeto B e T.
Pur indicando frazioni di secondo le velocità dell’otturatore sono mostrati come numeri interi. Per esempio, il numero 125 indica in verità la velocità di 1/125° di secondo così come 30 indica 1/30° di secondo e così via.
Nell’immagine sotto osserviamo una gamma di velocità d’otturazione che varia da 1” fino a raggiungere 1/4000” cioè la quattromillesima parte del secondo
Foto n. 4. La ghiera di regolazione del tempo di esposizione o velocità d’otturazione di una moderna fotocamera Oltre ai numeri interi e alle frazioni troviamo le pose B e T
Le funzioni speciali “B” e “T”
Come già accennato, in aggiunta ai numeri interi, sulla ghiera sono presenti 2 posizioni speciali la “B” e la “T”. Entrambe svolgono funzioni simili anche se non identiche.
Queste 2 posizioni permettono al fotografo di impostare tempi di posa lunghi (anche della durata di decine di minuti) a piacimento.
Non esiste una vera e propria regola per preferire l’una posizione all’altra posizione se non perché.
La posa “B” apre e chiude la tendina con un unica pressione del pulsante di scatto premuto o rilasciato.
La posa “T” invece per permette l’apertura del diaframma con un primo scatto e di uno successivo per la sua chiusura.
Utilizzare quindi l’una o l’altra posizione (B o T) ai fini fotografici non cambia molto. Certamente la posa T è molto più pratica quando si tratta di impostare tempi di esposizione molto lunghi visto che evita di stare a lungo con il dito premuto sul pulsante di scatto.
In entrambi casi va sempre valutato ed è vivamente suggerito l’uso di un cavalletto e lo scatto a distanza per evitare i movimenti della fotocamera.
Queste 2 posizioni sono usate nella creazione di effetti speciali o per riprese in ambienti molto bui.
Le basi della velocità dell’otturatore
Nel video che segue (in lingua inglese) è stato realizzato da una delle più famose società di commercio fotografico del mondo (B & H Photo), viene mostrato, con un paio di ottimi esempi, come viene utilizzata la velocità dell’otturatore per bloccare il movimento, creare effetti di sfocatura sfumata o effetti notturni con tempi lunghi di esposizione.
È un ottimo video che spiega chiaramente come utilizzare la velocità dell’otturatore per creare immagini veramente incredibili. Il parlato è in lingua inglese ma possono essere visualizzati i sottotitoli anche in italiano.
Riepilogo e formula magica
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La velocità d’otturazione rappresenta l’intervallo di tempo che passa tra il momento in cui si apre e si chiude l’otturatore.
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Si misura in unità e frazioni di tempo piccolissimi che vanno da pochi secondi a molti millesimi di secondo.
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Sulla macchina fotografica la velocità d’otturazione (o anche tempo di posa) viene impostata manualmente con scatti incrementali da un apposita ghiera manuale (guarda la foto n. 4). Nelle fotocamere automatiche è il software che decide i valori.
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La velocità di apertura e chiusura dell’otturatore può essere definita “tempo di posa” visto che influisce anche sulla quantità di luce che colpisce il sensore. Tempi di apertura più lunghi fanno catturare più luce al sensore mentre tempi più veloci di meno.
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Per evitare il “mosso” e congelare il movimento nelle foto, è necessario utilizzare velocità d’otturazione più veloci, queste cambiano in rapporto alla rapidità dei movimenti del soggetto da fotografare oltre che in relazione all’angolo di ripresa.
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Una velocità più lenta di 1/60” è quella minima suggerita per evitare problemi di mosso.
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Utilizzando tempi più lenti di questo, non essendo facile mantenere ferma in mano la fotocamera, sarebbe consigliabile usare un treppiede per evitare il rischio di ottenere scatti non proprio nitidi.
La formula magica
Esiste una sorta di “formula magica” per evitare, o quantomeno ridurre al minimo, il problema del mosso: la formula suggerisce di impostare sempre la velocità dell’otturatore su un valore di 2 volte superiore alla lunghezza focale dell’obiettivo utilizzato.
Per esempio, fotografando con un obiettivo da 80 mm, applicando la formula sopra descritta, la velocità minima dell’otturatore dovrebbe essere impostata ad almeno 1/160” per evitare il mosso; utilizzando invece, nelle stesse condizioni di luce, un’ottica da 200 mm la velocità ideale dovrebbe essere quella di 1/500”.
Risorse utili
Un breve filmato da Canon Australia
La velocità d’otturazione spiegata in maniera semplice, semplice attraverso un breve filmato realizzato dalla famosa società costruttrice di macchine fotografiche amatoriali e professionali.
GUARDA
Infografica sulla velocità dell’otturatore
Una splendida infografica da scaricare e tenere sempre a portata di mano per acquisire pienamente il concetto dell’uso dell’otturatore in fotografia
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DOMANDE FREQUENTI
Esiste un modo per gestire l’otturatore sullo smartphone?
La macchina fotografica incorporata in uno smartphone non offre la possibilità di poter essere utilizzata come una macchina tradizionale e quindi in maniera totalmente manuale. Esistono però delle App che permettono di farlo e attraverso queste è possibile impostare anche la velocità dell’otturatore manualmente.
Eccone una di queste: Camera FV-5
A cosa può essere paragonato in natura l’otturatore?
L’otturatore di una macchina fotografica potrebbe essere paragonato alle nostre palpebre, così come il diaframma all’iride dell’occhio umano. In effetti tutti i meccanismi che stanno dietro alla costrzuione di una macchina fotografica non sono altro che la risporduzione del meccanismo fisiologico della vista umana.